Marco Valeri

Quello che ha fatto veramente la differenza

La vita è una cosa meravigliosa che viviamo senza sapere il perché.

Veniamo al mondo con un manuale di istruzioni vuoto, pieno di fogli bianchi, che cominciamo a scrivere dal primo respiro con le nostre regole, regole che si formano giorno dopo giorno, errore dopo errore, esperienza dopo esperienza.

 

In questo articolo ti voglio parlare di una regola importante che ho scritto per la mia vita,

una cosa che ha fatto davvero la differenza.

Per farlo ho bisogno di tornare indietro con gli anni.

 

L’ultimo anno delle scuole superiori guardavo l’avvicinarsi della fine dei miei studi con una certa felicità.

“Ce l’ho quasi fatta, dopo l’esame di maturità sarò libero di fare tutto quello che voglio della mia vita”.

In mente avevo tanti progetti.

Mi piaceva scrivere.

Mi piaceva la musica.

Mi piaceva l’informatica.

Mi piaceva il diritto (molto merito di un ottimo professore che ho avuto, il Professore Roberto Pomponi).

Mi piaceva la politica.

Mi piaceva la psicologia.

Mi piacevano davvero tante cose del tempo in cui vivevo che non sapevo cosa scegliere, non sapevo cosa volevo diventare, non sapevo cosa volevo essere.

 

Finii le scuole superiori.

Ce l’avevo fatta, mi ero diplomato, ora potevo decidere cosa fare.

Mi portai dietro quella sensazione di leggerezza e soddisfazione per tutta l’estate.

A settembre il mio stato d’animo cambiò.

La città di Roma tornava ai suoi ritmi dopo le ferie estive.

Tutti tornavano al loro lavoro, alla loro università o scuola

Tutti tornavano al loro posto.

Fu in quel momento che mi sentii smarrito, perso.

Erano tante le cose che mi piacevano fare che non sapevo cosa scegliere.

Ma non solo.

Ero così inesperto nei confronti della vita che non sapevo da dove cominciare.

 

L’ambiente intorno a me non mi aiutava molto.

Gli adulti appartenevano ad una generazione completamente diversa dalla mia, loro erano nati nel dopoguerra, in un’Italia davvero povera, dove in molte famiglie si faticava a fare tre pasti al giorno.

Queste diversità generazionali ci facevano vedere la vita in un modo completamente diverso ed il loro punto di vista non faceva altro che scoraggiarmi.

“Devi trovarti un posto fisso”.

“Devi pensare alla pensione”.

“Questa cosa non fa per te”.

“In quel settore non c’è lavoro, lascia perdere”.

 

Confuso più che mai decisi di trovarmi un lavoro, qualunque esso fosse stato.

 

Alla ricerca di un posto nel mondo

Non sapevo cosa scegliere e se sceglievo una direzione per la mia vita non sapevo da dove cominciare.

Sai quando la paura fa più paura della paura?

Così mi buttai sul lavoro.

“Mi cerco una cosa da fare e poi vedo come va” pensai.

Trovai un primo impiego ad un concessionario di auto vicino casa mia dove mi occupavo un po’ di tutto, dall’inserimento dei dati nel computer, al controllo dei contratti in leasing fino al portare le macchine a lavare o a dare una mano ai meccanici se non avevo molte cose da fare.

La paga non era male ma quello non era il lavoro che volevo fare, non avevo nessuna soddisfazione nel farlo e così cambiai.

 

Andai a lavorare in un call centre dove stava il mio migliore amico. Cominciai come operatore telefonico per poi passare come addetto al back office.

Il lavoro non era particolarmente interessante ma l’ambiente giovanile in quel posto mi piaceva davvero molto, tutte le sere, dopo il lavoro, mi divertivo in giro per Roma con i miei colleghi e questo giustificava il fatto che stavo facendo un lavoro che non mi appagava.

Dopo qualche anno l’azienda delocalizzò parte del lavoro in Albania e chiuse una delle sue sedi, quella dove lavoravo io.

 

In piena crisi economica, mi misi a lavorare nel settore della sicurezza in cui avevo già lavorato durante il periodo delle superiori.

Si lavorava in nero ma la paga non era male.

Lavorai lì per diversi anni fino a quando trovai un lavoro un po’ più stabile.

 

Fui assunto da un’agenzia interinale per un progetto dell’Unione Europea sullo smaltimento di rifiuti pericolosi.

Io mi occupavo di inserire i dati al computer.

La paga non era male, il contratto era di tre mesi in tre mesi ma in quel momento andava bene.

Dopo qualche mese mi stancai anche di quel posto.

 

L'errore di fare il lavoro che mi capitava mi portava sempre nello stesso loop.

Iniziavo un nuovo lavoro, una cosa nuova, ed ero motivato dalla novità.

Dopo qualche mese mi accorgevo che non era quello che faceva per me e così ogni mattina mi svegliavo con la voglia di non essere in quel posto.

Così, appena potevo, cambiavo lavoro.

Ho fatto questo errore per circa 10 anni, un tempo lungo, una cosa che vedo fare ancora nelle persone oggi e che mi ha spinto a scrivere queste righe.

Pensa che c’è chi fa questo per tutta la vita.

 

Quello che ha fatto realmente la differenza

Fare il lavoro che mi capitava al momento non era il vero problema.

Il vero problema era non avere una direzione, una missione di vita, qualcosa per cui svegliarmi la mattina.

 

Mi sentivo sempre perso.

Mi sentivo sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Mi sentivo di aver sbagliato tutto nella vita.

Mi sentivo che potevo fare qualcosa di più della mia vita.

Mi sentivo smarrito.

Mi sentivo che stavo sprecando il mio tempo.

Mi sentivo un fallito.

 

Sembrerà sciocco ma mi capitava di vergognarmi di dire dove lavoravo o cosa stessi facendo.

La verità è che non mi sentivo a disagio con gli altri per il tipo di lavoro che stavo facendo.

La verità è che mi sentivo a disagio con me stesso per non aver scelto.

 

Così, dopo essere andato avanti così per circa 10 anni, presi la decisione più coraggiosa della mia vita.

Mi assunsi la responsabilità di essere ciò che volevo essere.

Decisi una strada da seguire.

Decisi ciò che sarei voluto diventare.

 

Dopo dieci anni mi piaceva ancora fare tutto e niente.

Mi piaceva la musica.

Mi piaceva scrivere.

Mi piaceva l’informatica.

Mi piaceva la psicologia.

Mi piaceva la politica.

 

Ma questa volta capii che avrei dovuto scegliere una via e percorrerla, questo era l’unico modo per andare avanti,

per smetterla di rimanere sempre allo stesso punto, al bivio dell’indecisione.

 

Decisi che mi sarei spinto sull’informatica.

Come puoi immaginare il cambio del mio lavoro non fu immediato dato che non avevo nessuna esperienza lavorativa nel settore.

Ma avevo deciso.

Così ogni giorno mi svegliavo e dedicavo un paio d’ore alla realizzazione di questo mio obiettivo grazie ad un'accurata Morning Routine.

Studiavo con i corsi online.

Preparavo dei progetti personali.

Cercavo di capire come cambiare lavoro per entrare in quel nuovo settore.

Decisi anche di iscrivermi all’università, dove mi sono laureato all’età di 37 anni, anno in cui ho trovato anche il mio primo lavoro come programmatore.

 

È stato un bel viaggio.

È stata la decisione più importante della mia vita.

È stato un passo che ha fatto veramente la differenza.

Ogni mattina mi svegliavo ed avevo una direzione.

Non ero contento ed appagato del lavoro che stavo facendo al momento ma lo vivevo con uno spirito totalmente diverso, sapevo che era di passaggio, sapevo che mi serviva per realizzare un mio sogno.

Mi è capitato, e mi capita ancora, di essere attratto da altre cose, come leggere, scrivere o le nuove tematiche legate ai temi ambientali.

Mi tengo il piacere di tutte queste attività nel tempo libero e continuo a seguire la mia direzione.

Sarà quella per tutta la vita?

Non te lo so dire, io sono dell’idea che l’età non è mai un limite per essere ciò che vuoi essere.

Ma bisogna scegliere, scegliere chi si vuole essere nella vita e assumersi la responsabilità di questa decisione.

Quindi se non lo hai già fatto adesso tocca a te.

Decidi che vuoi essere, indipendentemente dalla tua età e comincia a lavorare al tuo progetto di vita.

Diventa ciò che vuoi essere.

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