Marco Valeri

Il coraggio di essere felici

  • Autore: Marco Valeri
  • Pubblicato il: 01-05-2023
  • Ultima modifica: 08-04-2024
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Essere insoddisfatti o infelici sono due stati d'animo spesso legati alla mancanza di coraggio.

 

Se sei insoddisfatto di quello che stai facendo è perché non hai avuto il coraggio di fare qualcosa di diverso.

 

Se sei infelice della vita che stai vivendo è perché non hai avuto il coraggio, fino ad oggi, di Cambiare vita.

 

Per esperienza diretta so quanto non sia facile cambiare le cose quando non vanno, ma alle volte prendere il coraggio di muovere un piccolo passo verso una direzione diversa è più semplice che continuare a vivere nella insoddisfazione di una situazione che non ci piace o nella infelicità di una vita che non abbiamo scelto.

 

Lo scorso weekend mi è capitato di toccare con mano questo concetto. Nel mio articolo Come affrontare le proprie paure ho parlato di come un evento traumatico della mia vita mi ha portato a soffrire di claustrofobia per diversi anni.

 

Quest'ultimo disturbo, che ammetto di non aver superato al 100%, alle volte ha limitato la mia vita. Più di una volta non ho preso un aereo perché la mia mente lo considerava uno spazio chiuso. Per diversi anni mi sono limitato al piacere di scoprire luoghi e culture nuove per la terribile sensazione di vedere dopo l'imbarco il portellone dell'aereo chiudersi e rimanere così fino alla fine del viaggio.

 

Questo problema mi ha fatto sentire più di una volta insoddisfatto e infelice. Per diversi anni non ho trovato il coraggio di affrontare una cosa che mi faceva provare panico solo a sentirne parlare.

 

Ho trovato la forza di muovere un primo passo fuori da quella insoddisfazione e infelicità quando mi sono rivolto ad un terapeuta. È stato un percorso lungo e ti posso dire di non aver superato al 100% il mio malessere ma….

 

Ma come ti dicevo, lo scorso weekend ho toccato con mano questo concetto. Sono stato a Copenaghen per un piacevole fine settimana. Lunedì mattina avevo l’aereo per tornare a Londra. Sono arrivato all'aeroporto della capitale della Danimarca e dopo aver fatto i controlli di sicurezza sono salito sull’aereo.

Dopo aver preso il mio posto, il comandante ci ha fatto sapere che per via del maltempo a Londra, dove c’era un vento molto forte, dovevamo aspettare prima di partire. In pratica, quest’ultimo doveva attendere che la torre di controllo all’aeroporto di Heathrow gli desse il via per decollare.

A quanto pare il maltempo si stava abbattendo su buona parte del Nord Europa, l’aeroporto di Berlino era stato chiuso, diversi voli cancellati in Inghilterra, Francia, Danimarca e anche io rischiavo di rimanere a Copenaghen.

Sono rimasto, assieme agli altri passeggeri, due ore dentro l’aereo, nell’incertezza più totale. Per distrarre la mente mi sono visto un film che avevo salvato su Netflix.

Dopo più di due ore chiuso dentro l’aereo con gli altri passeggeri, il comandante ci ha fatto sapere che aveva ricevuto il via per tornare a Londra. Eravamo pronti a partire.

 

Siamo decollati ed il viaggio è stato piuttosto tranquillo, in poco meno di due ore eravamo nuovamente sopra il cielo di Londra. Ed è proprio in quel momento che è terminata la tranquillità di quel volo della British Airways. Appena l’aereo ha iniziato la sua discesa, abbiamo cominciato a sentire le raffiche di vento che si stavano abbattendo sulla capitale dell'Inghilterra. Ho fatto un corso sulla paura di volare con la compagnia di bandiera britannica, Fly With Confidence della British Airways, quindi so quando questo mezzo di trasporto con le ali sia un mezzo sicuro anche in queste situazioni. Nonostante l’aereo che tremava e prendeva vuoti d’aria durante la sua discesa, sapevo che stava andando tutto per il meglio.

Ma non è stato così per diversi passeggeri che, giustamente, si sono spaventati. E la stessa cosa è successa alla persona che era seduta vicino a me, una giovane ragazza che stringeva forte i braccioli del suo sedile e guarda fisso davanti a sé. Era impossibile non notare il suo malessere.

Era palesemente terrorizzata e ad un certo punto ha dimostrato il suo stato d’animo con una lacrima che le è uscita dal viso. Era così spaventata che non ha staccato nemmeno le mani dal sedile dell’aereo per asciugarsi il viso.

 

Mi sono girato verso di lei e in inglese le ho detto che andava tutto bene, che il pilota sapeva quello che stava facendo, che in pochi minuti saremmo stati a terra. Mi ha detto che volare le dà fastidio e che il maltempo la stava terrorizzando. Le ho detto che se voleva ci potevamo tenere per mano fino al completamento dell’atterraggio. Ci siamo dati la mano ed abbiamo cominciato a parlare del più e del meno. Devo dire che si è tranquillizzata molto. Alle volte basta sentire di non essere da soli. Alle volte basta solo vedere che non siamo gli unici ad avere paura e nella maggior parte dei casi è sempre così.

L’aereo è atterrato, ci siamo lasciati la mano, ci siamo salutati e poi ognuno è andato per la sua strada.

 

Ho superato il controllo passaporti elettronico, sono salito sulla metropolitana di Londra ed ho cominciato a pensare a quello che era successo. Mi è venuto in mente il pensiero delle situazioni a cui la vita ci mette davanti. Non ho volato per circa due anni per la paura degli spazi chiusi per poi finire a consolare una persona che aveva paura dell’aereo anche se per un altro motivo. Ho pensato a come mi sentivo frustrato ed infelice, quando avevo voglia di fare un viaggio o di andare ad esplorare un nuovo paese, ma non trovavo il coraggio di farlo per via della mia claustrofobia. Ho toccato con mano il senso di felicità che avevo nell’aver visitato una bellissima città, aver conosciuto persone nuove ed avere avuto la possibilità di fare una nuova esperienza da raccontare.

 

Ed è proprio quest’ultima esperienza che mi ha fatto capire come alle volte basta solo un pizzico di coraggio per superare le proprie paure, i propri limiti, smettendo di vivere nel malessere dell’insoddisfazione e dell’infelicità. E credimi che questo concetto vale per tutto. Basta solo trovare un po’ di coraggio per salire su un aereo, per cambiare un lavoro che non ci piace, per dedicarsi ad una passione che abbiamo da sempre, per lasciare una relazione tossica, per dire le cose come stanno, per cambiare tutto quello che non ci piace dell’unica vita che abbiamo.

 

La vita è troppo breve per essere limitata dalle nostre paure.

 

Le persone felici sono quelle che hanno il coraggio di esserlo.

Metto questa frase nero su bianco mentre penso che se qualcuno mi avesse detto questo quando avevo vent’anni non avrei capito.

Quello è stato il periodo nero della mia vita, quello in cui pensavo che ero infelice perché ero nato in una famiglia non abbiente e quindi nessuno mi poteva pagare l’università, perché il Governo Italiano non faceva mai nulla di buono, perché in Italia non c’era lavoro, perché la mia prima ragazza è stata un incubo e perché tante altre scuse.

 

La verità però era ben diversa.

E quando mi sono assunto la responsabilità di vivere la vita che volevo,

quando ho trovato il coraggio di essere felice,

tutte quelle scuse sono crollate lasciando spazio alla mia realizzazione, soddisfazione e felicità.

 

Lo stesso vale nella vita di tutti noi.

Se il lavoro che fai non ti appaga devi solo trovare il coraggio di cambiare direzione.

Se le cose non vanno con il tuo partner devi solo trovare il coraggio di sistemarle.

Se hai problemi alimentari devi trovare il coraggio di contattare un nutrizionista.

Se stai vivendo una relazione tossica devi solo trovare il coraggio di metterci un punto.

Se stai vivendo una situazione di malessere e non sai più come uscirne devi solo chiedere aiuto.

Se stai vivendo una vita che non ti piace più devi solo trovare il coraggio di cambiarla.

 

Il coraggio di essere felici
Photo by Benjamin Davies on Unsplash

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