Marco Valeri

La tua voglia di fare vale più di una laurea

  • Autore: Marco Valeri
  • Pubblicato il: 15-01-2024
  • Ultima modifica: 08-04-2024
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La tua voglia di fare vale di più di una laurea o di un qualsiasi altro riconoscimento e pezzo di carta.

La passione che hai verso un tuo sogno è l’unico carburante per arrivare fino alla meta.

 

Ami fare qualcosa ma non hai studiato per quest’ultima.

Hai la passione per un’attività ma non hai alcun percorso di studio correlato.

Vorresti intraprendere un determinato cammino ma in molti ti hanno detto che per quest’ultimo ci vogliono i riconoscimenti adatti, quelli che magari avresti dovuto ottenere molti anni fa, ormai non c’è più tempo.

 

Se ti sei ritrovato in una di queste situazioni, lasciati dire che non sei l’unico, io come te ci sono passato e molte volte queste affermazioni mi hanno bloccato e fatto male.

Ma lasciami anche scrivere che questo modo di pensare è molto spesso falso, fuorviante e che possiamo realizzare i nostri sogni quando smettiamo di seguirlo.

 

Ci sono delle professioni che richiedono un titolo di studio. Se vuoi diventare un dottore, devi obbligatoriamente passare attraverso un percorso accademico.

Ma ce ne sono altri che invece non lo richiedono, e per questi ultimi ti posso garantire che il desiderio che abbiamo verso qualcosa vale più di ogni altro riconoscimento.

Se la tua passione è scrivere, la voglia di mettere nero su bianco qualcosa, di leggere e di fare corsi di scrittura vale molto di più di una laurea in lettere.

 

 

La tua voglia di fare vale di più di una laurea

I miei 20 anni sono stati l’età più confusa della mia vita, cosa di cui ho anche parlato in come cambiare vita a 20 anni.

Ho intrapreso le scuole superiori senza sapere bene cosa fare, non ho mai avuto un buon rapporto con quest’ultima istituzione e nel lontano 2005 mi sono diplomato in ragioneria senza aver mai avuto il minimo interesse nella partita doppia.

Mi piaceva l’idea di avere un diploma in mano per spingermi in un percorso universitario ma avevo le idee così confuse che mi sono messo a lavorare per prendere tempo, senza poi arrivare da nessuna parte.

 

Mi piaceva scrivere e mi sarebbe piaciuta l’idea di fare il giornalista ma mi sentivo sempre bloccato da tante cose.

Non mi ero diplomato con un gran voto, non riuscivo ad organizzarmi per un percorso universitario e tutto mi sembrava così difficile.

Così lavoravo e prendevo tempo.

 

In quegli anni uscivo con la mia prima ragazza ed i suoi amici, tutti studenti universitari.

Provavo spesso un grande disagio in quelle serate in cui la maggior parte delle persone presenti affrontava un percorso di studi, inseguendo i propri sogni.

C’era chi amava scrivere, chi sognava di fare il regista, chi imparava diverse lingue con l’idea di scoprire il mondo un domani.

In molte di quelle sere, si finivano a fare discorsi di come un titolo di studio fosse indispensabile per diventare bravo in qualcosa, nonché una persona del mestiere.

Del resto la società di allora si imponeva in questi termini, così come quella di oggi.

Pertanto, gli amici della mia prima ragazza studiavano ed inseguivano i loro sogni mentre io continuavo a fare il lavoro che capitava perso in un mare di indecisioni.

 

Ho spento le candeline dei 30 anni che avevo provato a prendere tante strade ma mai quella giusta, stavo ancora facendo l’ennesimo lavoro che non mi appagava ma che mi serviva per arrivare alla fine del mese, cosa di cui ho parlato in come cambiare vita a 30 anni.

Ricordo bene che ero molto frustrato per il fatto di non aver conseguito nessun titolo di studio importante per poter intraprendere una professione diversa, magari quella dei miei sogni.

Ogni tanto mi tornavano in mente gli amici della mia prima ragazza, da diversi anni ex compagna, in particolare due, una ragazza che voleva diventare scrittrice ed un altro ragazzo che voleva diventare regista.

Mi ricordo tutte quelle serate in cui anche loro mi dicevano di come un titolo di studio universitario fosse fondamentale, così come certi lavori non sono per tutti.

Mi ci è voluto ancora qualche anno per capire che si sbagliavano entrambi.

 

Fare qualcosa che ti piace è l’unica cosa di cui hai bisogno

A 31 anni sono arrivato a Londra dove dopo pochi mesi mi sono ritrovato a lavorare come lavapiatti. Anche in questa grande metropoli la stessa cosa, mi serviva un lavoro per pagare l’affitto e le bellette.

 

Voglio essere sincero con te, lavoravo perché mi servivano i soldi ma mi sentivo male all’idea che a più di 30 anni compiuti quello che ero riuscito a realizzare era di lavare i piatti.

Ho toccato davvero il fondo con quell’idea in mente.

In quel periodo decisi che avrei cominciato a scrivere della mia vita. Aprii un sito, fatto davvero male se ci ripenso, nel quale cominciai a mettere nero su bianco della mia vita a Londra, di quelli che erano i miei pensieri, di come mi andavano le cose.

Rimasi davvero sorpreso nello scoprire che non ero l’unico a sentirsi così insoddisfatto così come scoprii che non ero l’unico ad avere voglia di riscatto.

Quel piccolo sito oggi è qualcosa di poco più grande, si tratta di questo blog che stai leggendo, dove ho messo nero su bianco tante mie esperienze e dove ho avuto il piacere di confrontarmi con tantissimi lettori come te.

Da quel giorno di tanti anni fa ho deciso di prendermi la responsabilità di vivere la vita che volevo, inseguendo un mio grande sogno che era, ed è tutt’oggi, l’informatica.

La scrittura rimane una mia altra grande passione che faccio con piacere nel tempo libero, così come sto mettendo nero su bianco questo articolo che stai leggendo.

 

Fare qualcosa che ti piace è l’unica cosa di cui hai bisogno.

Ho cominciato a scrivere perché mi è sempre piaciuto, mi aiuta ad ordinare le idee, e staccare la spina delle frenetiche giornate londinesi, anche se non è il mio lavoro principale.

Non mi sono mai laureato in scienze della comunicazione, in lettere così come in affini facoltà.

Amavo, ed amo ancora scrivere, ed è quello che ho fatto.

Questo piccolo progetto mi ha aperto tante porte, in qualche modo sono riuscito a fare molto di più di tutte quelle persone che tanti anni fa avevano avuto modo di prendere un pezzo di carta rispetto a me.

Le cose sono andate per il verso giusto, nonostante le difficoltà, perché ho fatto per la prima volta nella mia vita qualcosa che mi piaceva.

 

Sono convinto che studiare sia importante, che valga la pena di fare un percorso universitario se è quello che vuoi.

Ma se non hai nessuno titolo di studio va bene fare lo stesso quello che ami, cominciare varrà molto di più di qualsiasi accademia o, se necessario per quello che vuoi fare, ti porterà a varcare le porte di quest’ultima.

 

Oggi lavoro come programmatore a Londra per una multinazionale canadese che si occupa del settore medico. Per soddisfazione personale, ho deciso di prendere una mini laurea in Computer Science, mi sono rimesso a studiare a 33 anni e mi sono laureato a 37. Volevo quest’ultima per un riscatto personale, per il fatto che quando avevo 20 anni non avevo scelto per me, non avevo avuto il coraggio di vivere la vita che volevo.

Tuttavia, ogni giorno lavoro a stretto contatto con altri due programmatori, un ragazzo inglese di nome Alex e un altro ragazzo spagnolo di nome Juan. Entrambi non sono laureati e sono due ottimi ingegneri informatici, spinti dalla loro grande passione per questo mestiere.

Come vedi, un pezzo di carta non è sempre necessario per essere tra i più bravi.

 

Credimi, ho visto persone studiare per un’intera vita e raggiungere davvero poco, rispetto a chi non ha avuto modo ma ha fatto tanto.

Qualunque sia la tua passione, comincia oggi a lavorarci ed a vivere la vita che hai sempre desiderato.

A presto.

 

Ballerina che balla a Ramallah in Palestina
Photo by Ahmad Odeh on Unsplash

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