Marco Valeri

Storie

Marc Girod: l’uomo che ha deciso di morire a 44 anni

20 maggio 2026

La storia di Marc Girod, che dopo la diagnosi di SLA ha scelto di vivere ogni istante con una libertà. Una lezione su cosa significhi davvero non sprecare tempo

Photo by Monika Grabkowska on Unsplash+

“Ho avuto una vita davvero piena. Ho fatto sempre quello che volevo.”

Ho letto la storia di Marc Girod sul The Guardian e sono rimasto profondamente colpito dal coraggio di quest’uomo. La sua voglia di vivere lo ha spinto a inseguire i propri sogni fino all'ultimo istante, con la stessa consapevolezza con cui ha poi deciso quando era il momento di mettere un punto e scrivere l’ultimo capitolo della sua esistenza.

Marc è scomparso il 20 aprile 2026, nel giorno del suo 44° compleanno. La SLA lo stava paralizzando, ma prima di andarsene ha voluto lasciare una testimonianza sulla bellezza della vita e sulle ragioni della sua scelta.

Tutto è iniziato nel dicembre 2023. Una perdita di forza al braccio destro, qualche visita superficiale, poi la diagnosi definitiva nell'aprile successivo: SLA. All'età di 41 anni, Marc ha scoperto che il suo corpo sarebbe andato incontro a una progressiva e inesorabile paralisi.

Dopo lo shock iniziale, ha fatto una scelta radicale: non sprecare nemmeno un secondo del tempo rimasto. Grazie a un'assicurazione sulla vita, ha iniziato un tour mondiale di un anno: dal Nord Europa al festival Burning Man negli Stati Uniti, dal Messico al Giappone. Ha scelto di vivere nel lusso e nella bellezza finché il corpo glielo ha permesso.

Negli ultimi mesi, però, la malattia è diventata spietata. I dolori alle dita erano come bruciature e respirare diventava sempre più difficile. Marc aveva deciso fin dal primo giorno che non sarebbe rimasto connesso a una macchina. Quando la SLA ha iniziato a portargli via la voce, ha capito che era il momento di agire: voleva usare le sue ultime parole per dire addio a chi amava.

La sua è stata una vita densa. Cresciuto in Francia, laureato in matematica, ha fatto lavori che definisce "terribili" prima di specializzarsi in informatica ed essere assunto da Google. A 33 anni si è trasferito a Sydney, la città dei suoi sogni. A 39, ha deciso di diventare un artista, passando le sere a dipingere fino a organizzare la sua prima mostra un anno dopo.

Marc ci lascia due insegnamenti fondamentali. Il primo è il classico "non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te". Il secondo è più profondo: non provare a controllare ciò che è fuori dal tuo potere, come l'età o una malattia, ma concentrati su ciò che puoi governare: il tuo lavoro, dove vivi, come reagisci alle difficoltà.

Diceva di aver visto troppe persone odiare il proprio lavoro e la propria vita, ma restare immobili perché il cambiamento fa paura. Lui, al contrario, non ha mai avuto paura di cambiare pelle.

Il giorno prima di morire, Marc ha organizzato una grande festa. Ha chiesto a tutti di vestirsi a tema, con qualcosa che lo rappresentasse. Ha scelto di andarsene tra i sorrisi e i ricordi, convinto che la vita sia meravigliosa proprio perché ha una fine.

Mi dispiace che un’anima così bella se ne sia andata, ma sono certo che la sua storia resterà come una bussola per molti di noi. Ovunque sia ora, Marc Girod ha dimostrato che non è la durata di una vita a determinarne il valore, ma la libertà con cui decidiamo di abitarla.

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