Marco Valeri

Riflessioni

Quando tutto si ferma: la vista diventa improvvisamente nitida

8 maggio 2026

Un'emergenza medica a Londra e tre giorni in ospedale mi hanno insegnato a non dare più il tempo per scontato. Ecco cosa resta quando tutto l'inutile scompare

Photo by Marco Valeri

Sono uscito di casa un giovedì mattina di aprile convinto di sbrigare una pratica veloce. Una visita dal medico per una febbre che non passava e un dolore fastidioso al fianco. Avevo il cellulare quasi scarico, una tuta addosso e l'idea che dopo un'ora sarei tornato alle mie cose.

Invece, quella mattina la vita ha deciso di rimescolare le carte.

La dottoressa che mi ha visitato qui a Londra mi ha guardato con una serietà improvvisa: "Marco, preferisco chiamare l'ospedale. Vai subito. Ti aspettano."

In quel momento, con il telefono che si spegneva e io che salivo su un autobus verso il pronto soccorso, mi sono sentito improvvisamente nudo. Non ero pronto per un ricovero, né per i volti preoccupati dei medici che, dopo la tac, hanno ipotizzato uno scenario pesante: un tumore all'intestino.

Sono rimasto in ospedale per tre giorni. Fortunatamente, i sospetti peggiori sono stati smentiti: si tratta di un'infezione seria, che richiederà mesi di cure e pazienza, ma il peggio è passato e sto già reagendo bene agli antibiotici.

Ti racconto questo non per cronaca medica, ma per quello che è successo nella mia testa mentre aspettavo i risultati nel silenzio di quella corsia.

Spesso viviamo come se il tempo fosse una risorsa infinita, un rumore di fondo che possiamo permetterci di ignorare. Ma quando senti che il tuo tempo potrebbe essere improvvisamente limitato, tutto quello che non è essenziale scompare. La vista si fa nitidissima.

Non ho pensato ai progetti in sospeso o alle preoccupazioni quotidiane. Ho pensato solo a cosa avrei voluto fare se avessi avuto ancora tempo:

  • Tempo per finire il mio romanzo.

  • Tempo per svegliarmi accanto a Caterina e giocare con la nostra gatta.

  • Tempo per una passeggiata senza meta a Londra.

  • Tempo per tornare a Roma e abbracciare mia madre, mia sorella e gli amici di sempre.

In quei tre giorni ho capito che la vera "Liber-azione" (come mi scriveva una lettrice alcune settimane fa) è smettere di dare il tempo per scontato. La malattia mi ha costretto a fermarmi e a guardare la fragilità della mia vita, ma mi ha anche regalato una bussola nuova.

Oggi sono a casa, seguo una dieta liquida e una cura rigorosa. Ma ogni piccolo gesto ha un peso diverso.

Ho imparato che non voglio più sprecare minuti a inseguire le aspettative degli altri. Ho una mappa, ho dei sogni e, per fortuna, ho ancora tempo per onorarli.

Proteggi il tuo tempo. È l'unico spazio in cui i tuoi sogni possono davvero accadere.

Restiamo in contatto

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla mia newsletter per non perderti le prossime riflessioni. È uno spazio tranquillo, lontano dal rumore dei social, dove rispondo personalmente a ogni email.

Iscriviti alla Newsletter

Seguimi su:

Iscriviti alla mia newsletter

Restiamo in contatto, iscriviti ora alla mia newsletter per leggere gli ultimi articoli ed i contenuti esclusivi

Iscriviti