Riflessioni
Laurearsi a 37 anni: perché non è mai troppo tardi per riscrivere il proprio futuro
November 22, 2021
Ho conseguito una laurea in Computer Science a 37 anni, lavorando full-time a Londra. Un racconto onesto su sacrifici e sulla bellezza di riscrivere il futuro

Scrivo queste righe il giorno dopo la mia laurea in Computer Science alla Birkbeck University of London. Qui nel Regno Unito le cose funzionano diversamente dall'Italia. La fine degli esami e la consegna della tesi sono solo passaggi burocratici; la vera chiusura del cerchio avviene con una cerimonia solenne, di quelle con la tunica e il tocco (l'academic dress), proprio come nei film. Per me, a causa del Covid, la cerimonia è stata online. Niente cappello in testa, niente stretta di mano col rettore, ma la soddisfazione è stata comunque immensa.
Perché laurearsi a 37 anni non è solo aggiungere un pezzo di carta al curriculum. È una dichiarazione di intenti. È la prova tangibile che si può cambiare rotta in qualsiasi momento, anche quando la società ti sussurra che ormai "è troppo tardi".
Viviamo in un'epoca straordinaria, dove l'informazione è democratica. Sono nato nel 1984, in un mondo analogico, e ho visto la rivoluzione digitale accadere sotto i miei occhi. Oggi chiunque può imparare un mestiere da zero grazie a corsi online, tutorial e libri. Io stesso sono un vorace lettore e ho passato notti intere a studiare programmazione su internet.
Eppure, c'è un mito che vorrei sfatare: quello che l'università sia diventata inutile. Spesso sento "guru" del marketing sostenere che i titoli accademici siano obsoleti, ferri vecchi in un mondo che corre veloce. Dicono che basta un corso online di tre mesi per svoltare. La mia esperienza dice il contrario.
Certo, ci sono mestieri dove la pratica vale più della teoria, ed è giusto così. Ma nel mio campo, l'informatica, l'università ti dà qualcosa che nessun tutorial su YouTube può offrirti: la forma mentis. Un corso di Python ti insegna a scrivere codice; una laurea in Computer Science ti insegna a pensare come un ingegnere. Ti costruisce le fondamenta. E come in un palazzo, se le fondamenta sono solide, la struttura regge anche quando arriva la tempesta.
L'università mi ha dato la struttura, ma è stata la mia "fame" a fare il resto. Laurearsi lavorando full-time non è una passeggiata. Significa sacrificare i weekend, le serate, il tempo libero. Mentre studiavo per gli esami, di notte sperimentavo tecnologie che l'università non insegnava ancora. Creavo siti web per amici, lavoravo gratis per piccoli clienti solo per riempire il curriculum, mandavo candidature ogni singola mattina prima di iniziare il mio turno di lavoro.
Il risultato? Un mese prima di discutere la tesi, ho firmato il mio primo contratto come Software Engineer.
Non ti sto dicendo che devi per forza iscriverti all'università per avere successo. Ognuno ha la sua strada. Ti sto dicendo, però, che se hai un sogno nel cassetto – che sia diventare ingegnere, scrittore o qualsiasi altra cosa – non lasciare che l'anagrafe ti fermi.
Laurearsi a 37 anni è faticoso? Sì. Ne vale la pena? Assolutamente. Perché il titolo di studio ti apre delle porte, è vero (specialmente in aziende come Google o Microsoft), ma la lezione più grande non è quella scritta sui libri. La lezione più grande è scoprire che sei capace di riscrivere la tua storia, un esame alla volta, fino all'ultima pagina.
Se stai pensando di rimetterti in gioco, fallo. Troverai il tempo, troverai il modo e, alla fine, troverai una versione di te stesso che nemmeno immaginavi.
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