Ci sono libri che non si limitano a essere letti: si aprono come porte su un'altra dimensione e, quando li chiudi, ti lasciano addosso una strana vertigine.
L'uccello che girava le viti del mondo di Murakami è stato un viaggio nella fantasia più profonda. È incredibile come questo autore riesca a non tradire mai chi ama perdersi nelle storie.
Un libro monumentale, più di ottocento pagine dalle quali si fa fatica a staccarsi, sospesi tra i suoi mondi paralleli. Lo stile di Murakami è unico: l'ho scoperto anni fa con 1Q84 e da allora è una certezza. Non ho mai trovato nessun altro scrittore così disarmante e originale.



